la musica nel rinascimento
Durante
il '500, accanto alla consolidata pratica compositiva sacra, si vengono
affermando sempre più le forme musicali profane, ereditate
dall'umanesimo e sino ad allora relegate in ambito popolare o di
piccole elite cortesi, che vengono col tempo a manifestare le
nuove esigenze laiche della società rinascimentale.
Accanto alla produzione sacra, si affianca un genere profano che è figlio della politica cortigiana votata alla spettacolarizzazione, e che si traduce nella realizzazione di eventi grandiosi, quali gli intermezzi, grandi spettacoli scenografici, coreografici e musicali dal carattere allegorico-celebrativo, di cui sono esempio i famosi Intermedi della Pellegrina del 1589, messi in scena a Firenze in occasione delle nozze di Fedinando de Medici e Cristina di Lorena.
Come testimonia Il Cortegiano (1528) di Baldassarre Castiglione, la musica vocale e quella per la danza avevano assunto un ruolo fondamentale all'interno delle corti, proprio come forma culturale distintiva di una raffinata élite sociale. Allo stesso tempo, le fiorenti classi borghesi andavano manifestando un interesse crescente per la musica popolare vocale e strumentale.
I compositori dell'epoca, di tradizione fiamminga e formatisi nell'ambito della musica artificiosa sacra, raccogliendo le istanze profane di corti e palazzi, fanno propri procedimenti compositivi e melodie della tradizione popolare, che uniti alla pratica compositiva raffinata e consolidata della scuola fiamminga, produrranno effetti straordinari di sintesi e bellezza. Compositori come Josquin Despres o, più tardi, Adrian Willaert o Orlando di Lasso, presto idolatrati in ogni ambito sociale, contribuirono a consolidare attraverso le loro mirabili composizioni, questa commistione culturale, in cui i "signori" giocano a fare i popolani, e che ci consente, oggi, di prendere in consegna molte melodie popolari e di grande diffusione in uso durante il Rinascimento.
La nuova moda consentì ai compositori di ascriversi ad una nuova ed elevata posizione sociale ed economica, mentre i musicisti rimasero relegati, sino allo svilupparsi della tecnica strumentale che iniziò nel secolo successivo, al ruolo di esecutori manuali.
Tuttavia comincia in questo secolo a distanziarsi ed affermarsi la pratica strumentale solistica o d'insieme, e a proliferare la pubblicazione di trattati sugli strumenti musicali più in voga: liuto, flauto dolce, viola da gamba, clavicembalo.
Accanto alla produzione sacra, si affianca un genere profano che è figlio della politica cortigiana votata alla spettacolarizzazione, e che si traduce nella realizzazione di eventi grandiosi, quali gli intermezzi, grandi spettacoli scenografici, coreografici e musicali dal carattere allegorico-celebrativo, di cui sono esempio i famosi Intermedi della Pellegrina del 1589, messi in scena a Firenze in occasione delle nozze di Fedinando de Medici e Cristina di Lorena.
Come testimonia Il Cortegiano (1528) di Baldassarre Castiglione, la musica vocale e quella per la danza avevano assunto un ruolo fondamentale all'interno delle corti, proprio come forma culturale distintiva di una raffinata élite sociale. Allo stesso tempo, le fiorenti classi borghesi andavano manifestando un interesse crescente per la musica popolare vocale e strumentale.
I compositori dell'epoca, di tradizione fiamminga e formatisi nell'ambito della musica artificiosa sacra, raccogliendo le istanze profane di corti e palazzi, fanno propri procedimenti compositivi e melodie della tradizione popolare, che uniti alla pratica compositiva raffinata e consolidata della scuola fiamminga, produrranno effetti straordinari di sintesi e bellezza. Compositori come Josquin Despres o, più tardi, Adrian Willaert o Orlando di Lasso, presto idolatrati in ogni ambito sociale, contribuirono a consolidare attraverso le loro mirabili composizioni, questa commistione culturale, in cui i "signori" giocano a fare i popolani, e che ci consente, oggi, di prendere in consegna molte melodie popolari e di grande diffusione in uso durante il Rinascimento.
La nuova moda consentì ai compositori di ascriversi ad una nuova ed elevata posizione sociale ed economica, mentre i musicisti rimasero relegati, sino allo svilupparsi della tecnica strumentale che iniziò nel secolo successivo, al ruolo di esecutori manuali.
Tuttavia comincia in questo secolo a distanziarsi ed affermarsi la pratica strumentale solistica o d'insieme, e a proliferare la pubblicazione di trattati sugli strumenti musicali più in voga: liuto, flauto dolce, viola da gamba, clavicembalo.
i programmi
- Danze e brani strumentali del Rinascimento.
organico:
- 4 (o più) strumentisiti
- 4 (o più) strumentisiti con danzatori
- Danze e brani vocali- strumentali del Rinascimento
organico:
- 4 strumentisti (o più) e voce
- 4 strumentisti (o più) e quartetto vocale
- con danzatori
- Frottole e danze nelle corti italiane del Rinascimento
organico:
- 4 strumentisti (o più) e voce
- 4 strumentisti (o più) e quartetto vocale
- con danzatoriVillanelle e villotte, musica da danza e popolare italiana del Rinascimento
organico:
- 6 strumentisti e voce
- 6-8 strumentisti e quartetto vocale
- con danzatorimusica e danza nelle corti del Rinascimento europeo
- 6-8 strumentisti, 1-4 cantanti
- con danzatori
- La Battaglia Taliana
organico:
- vocale-strumentale (12 elementi)
programmi
esempi '500



